Oggi e domani un “ispettore” del Club sarà in città per verificare se Artena ha i requisiti per essere accolta tra i “Borghi più belli d’Italia”

Questi sono i giorni della verità per Artena, per il suo centro storico, per la sua area archeologica e per il suo sistema di accoglienza turistica. Da questo pomeriggio, infatti, un ispettore del Club “I Borghi più belli d’Italia” sarà in città per relazionare sulla sua richiesta avanzata dal Comune di essere ammesso nell’associazione. Una verifica che era attesa da tempo dopo che la richiesta del Comune, caldeggiata dall’associazione Artena è Casa Mea Onlus, era stata deliberata dal Consiglio comunale.

In questi giorni dunque il centro storico, l’area archeologica, le strade e i parchi artenesi saranno “a nudo”. Con i loro pregi, i loro difetti e le loro beltà. Da qualche tempo alcuni interventi di sistemazione sono stati avviati: nel centro storico l’Igiene Urbana e gli operai del Comune hanno iniziato a tagliare l’erba (non senza polemiche, oggi è toccato anche a via Crognaleto e via Cavour ma rimangono ancora da fare via Casalini, via Vittorio Emanuele e diverse strade collegate); stamattina il Comune ha inviato i propri operai per la sistemazione di Piana Civita. Sotto il profilo delle indicazioni turistiche un buon lavoro è stato fatto nei mesi trascorsi dal Comitato Centro Storico e dallo stesso Comune che ha identificato le “Contrade” con un’apposita cartellonistica.

Inoltre l’apertura di nuovi locali nell’area non carrabile dovrebbe poter aver soddisfatto uno dei requisiti richiesti per essere ammessi nel Club. I requisiti da verificare sono però ancor più vasti. Nello specifico si tratta di:

  • avere una popolazione nel Borgo antico che non superi i 2mila abitanti;
  • possedere un patrimonio architettonico e/o naturale certificato da documenti in possesso del Comune e/o della Sopraintendenza delle Belle Arti. “Gli edifici storici devono prevalere sull’insieme della massa costruita e dar luogo ad un complesso esteticamente omogeneo”.
  • offrire un patrimonio di qualità che si faccia apprezzare per qualità urbanistica (accessi al Borgo, compattezza della massa costruita, possibilità di percorsi diversi all’interno del Borgo, preservazione del legame tra microsistema urbano, storicamente derterminato, e ambiente naturale circostante), qualità architettonica (armonia e omogeneità dei volumi costruiti, dei materiali e dei colori delle facciate e dei tetti e delle aperture e presenza di elementi decorativi simbolici)
  • manifestare attraverso fatti concreti una volontà e una politica di valorizzazione, sviluppo, promozione e animazione del proprio patrimonio (tra gli indicatori da verificare ci sono ad esempio il trattamento delle insegne pubblicitarie, dell’illuminazione pubblica, il trattamento estetico o la mimetizzazione delle linee aeree elettriche e telefoniche, la cura del verde pubblico e l’installazione di fioriere, la presenza di ristoranti, attività commerciali e la partecipazione a strutture e iniziative intercomunali, l’esistenza di un punto di informazione o accoglienza, l’organizzazione di visite guidate, l’edizione di guide o opuscoli promozionali ed altro come l’organizzazione di eventi originali e di qualità e di manifestazioni permanenti o temporanee).

Molti di questi criteri, soprattutto quelli urbanistici e culturali, sono soddisfatti. Per gli altri, c’è da attendere il responso del verificatore del Club. Il momento degli esami è ormai arrivato. Quel che è fatto, è fatto: non rimane che incrociare le dita, sperare e, alla fine, prendere atto del risultato.

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